PRIMO SOCCORSO: CON “ANTICIPANDO LA BUONA SCUOLA” 1568 RAGAZZI FORMATI E CERTIFICATI PER L'INTERVENTO

Sono stati presentati oggi a Sondrio i risultati del progetto sperimentale 'Anticipando la Buona Scuola', organizzato da AREU e ATS Montagna,

per formare alle tecniche di primo soccorso gli studenti del quarto anno degli istituti superiori presenti sul territorio dell'ATS Montagna della provincia di Sondrio e della Valcamonica, anticipando quanto previsto dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca-MIUR in materia di sicurezza e primo soccorso.  Nell'occasione, alla quale erano presenti, tra gli altri, il presidente della Provincia di Sondrio Elio Moretti e i direttori generali di ATS Montagna e Areu, Maria Beatrice Stasi e Alberto Zoli, sono state anche premiate le migliori clip prodotte dai ragazzi che hanno partecipato al concorso dedicato al Numero Unico 1.1.2.

I NUMERI - In poco più di sei mesi sono stati formati 1195 studenti valtellinesi (SO) e 373 della Valcamonica (BS) e, entro la fine dell'anno, il progetto sarà completato con l'ulteriore formazione e certificazione di altri 500 studenti camuni, in particolare di quelli degli istituti superiori di Breno ed Edolo. Sono sinora saliti in cattedra oltre 150 volontari della Croce Rossa Italiana (CRI) e della Federazione Volontari del Soccorso (FVS).

PRIMO SOCCORSO FONDAMENTALE PER SANITÀ DI MONTAGNA - "Un progetto importante, unico in Italia, che ha permesso di formare centinaia di ragazzi al primo intervento e alla cultura della sicurezza e del soccorso - ha spiegato l'assessore alla Montagna, Enti locali e piccoli Comuni Massimo Sertori -. Per la Valtellina essere precursori di un progetto come questo è un risultato importante, soprattutto per la sanità di montagna, che quotidianamente, deve far fronte a distanze significative. E se abbiamo la fortuna che qualcuno sappia intervenire tempestivamente, possiamo salvare vite umane".

 

STRUMENTI E RISULTATI - Obiettivo del corso previsto dal progetto, partito il 30 ottobre 2017, è di avvicinare i giovani alle tecniche di riconoscimento e attivazione dell'emergenza, della rianimazione cardiopolmonare e dell'uso del defibrillatore, attraverso lezioni frontali, videoclip e simulazioni. "Avendo una figlia diciottenne - ha sottolineato Sertori - ho una testimonianza diretta del fatto che questo progetto ha funzionato. I corsi, oltre a essere funzionali, possono inoltre aiutare i giovani a trovare la propria vocazione".